wp_10137777/ Maggio 20, 2019/ Posts/ 0 comments

Il Comunicato Stampa di Banca d’Italia. La notizia ha il valore di un evento di portata eccezionale. A maggior ragione, se si pensa che a farsi promotrice dell’innovazione è l’Autorità di vigilanza del sistema bancario e finanziario, la Banca d’Italia, il più importante ed autorevole ente pubblico nazionale.

Con la Nota del 15 maggio scorso, l’Autorità di Palazzo Koch ha comunicato di aver deciso di privilegiare nelle proprie scelte di investimento le imprese che impiegano metodi produttivi rispettosi dell’ambiente, che garantiscono condizioni di lavoro e occupazione inclusive, oltre che attente ai diritti umani, e che adottano i migliori standard di governo di impresa. In parole semplici, la Banca d’Italia ha deciso di puntare agli investimenti E.S.G. (enviromental, social and governance), ovverosia su quegli asset che danno importanza ai fattori ambientali, sociali e di buon governo dell’azienda.

La decisione di puntare sulla sostenibilità – ha sottolineato l’Autorità – nasce dall’obiettivo di valorizzare la responsabilità sociale delle imprese e di migliorare la gestione del rischio finanziario e reputazionale.

L’adozione di criteri d’investimento E.S.G., almeno nella prima fase attuativa, riguarderà gli investimenti finanziari dei fondi propri della Banca e, in particolare, i portafogli di azioni emesse da società dell’area Euro (Italia inclusa). Questi ammontano a circa 8 miliardi di euro e rappresentano il 6% degli investimenti finanziari in euro, comprendendo titoli di circa 140 società quotate.

Per ora, l’adozione dei criteri E.S.G. verrà limitato agli investimenti azionari: non verrà estesa infatti alle operazioni ed agli investimenti connessi con le attività istituzionali condotte nell’ambito dei compiti e delle funzioni assegnati al Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC) dal TFUE.

Cosa cambia per l’Autorità: la strategia dell’integrazione dei fattori E.S.G. Per orientare le scelte d’investimento verso criteri E.S.G., la Banca d’Italia ha dato atto di aver confrontato approcci alternativi. In primo luogo, ha valutato la possibilità di sostituire gli indici azionari di riferimento finora adottati dalla Banca con indici E.S.G.

L’Autorità ha riferito che le comparazioni condotte hanno indicato che le differenze fra le due tipologie di indici, quelli tradizionali e quelli E.S.G., sono risultate limitate e statisticamente non significative sotto i profili di rischio e rendimento.
Pertanto, Banca d’Italia ha deciso di adottare la strategia d’integrazione dei fattori E.S.G. nei criteri d’investimento attualmente utilizzati, privilegiano i principi di diversificazione e neutralità di mercato.

Come gestisce oggi gli investimenti Banca d’Italia. Gli investimenti azionari “diretti” (quelli effettuati senza avvalersi di strumenti di investimento collettivo) sono gestiti con un approccio di replica passiva. Ciò significa che l’Autorità di vigilanza investe, per il mercato italiano, in tutte le società dell’indice di mercato selezionato dalla stessa (metodo di replica integrale), che, però, esclude – per motivi connessi alle funzioni istituzionali – azioni bancarie, assicurative, dei servizi finanziari e dei media.

Per quanto riguarda il mercato europeo, invece, Banca d’Italia investe in un sottoinsieme di azioni (metodo di replica campionaria), selezionato per ridurre i costi di transazione e operativi. Anche in questo caso sono esclusi i titoli bancari, assicurativi e dei servizi finanziari, oltre che quelli italiani.

Il modello econometrico per la replica campionaria si basa su cinque fattori macroeconomici: a) il credit spread; b) il term spread; c) l’inflazione core per l’area euro d) un indicatore anticipatore di attività economica destagionalizzato per l’area euro; 5) una parte del rendimento dell’indice non spiegata dagli altri fattori (market timing).

Cosa si intende per strategia d’integrazione dei fattori E.S.G. Da oggi Banca d’Italia adotterà la scelta di integrazione E.S.G. per i suoi investimenti azionari.

Abbiamo già parlato delle 7 strategie per costruire un prodotto finanziario sostenibile.

L’integrazione dei fattori ESG nell’analisi finanziaria rappresenta un criterio di selezione degli asset del portafoglio finale. Sarebbe auspicabile che tale approccio venisse affiancato parallelamente a tutte le altre strategie di sostenibilità convenzionali (Esclusione, Best in class, Norm Based, Engagement, Investimenti tematici, Impact Investing).

L’integrazione dell’analisi finanziaria con quella ambientale, sociale e di buon governo può ormai dirsi strategia di selezione consolidata. I più importanti index provider da tempo hanno elaborato indici di rating E.S.G., che possono aiutare l’individuazione dell’universo investibile in applicazione di tale strategia. Il rating E.S.G. mutua i principi dei metodi tradizionali dei sistemi di rating, fornendo, in ultima istanza, un giudizio sintetico che si basa su criteri di eticità, ovvero su una valutazione fondata su informazioni di carattere finanziario, ma anche sociale, ambientale e corporate. Lo scopo è quello di fornire un giudizio sintetico sulla capacità di creare valore non solo ed esclusivamente per l’azionista, ma per tutti gli stakeholders.

Il valore e il segno di un cambiamento epocale. La scelta di Banca d’Italia di orientare gli investimenti azionari verso prodotti finanziari sostenibili rappresenta una conquista importante. Se l’Autorità di vigilanza bancaria, che rappresenta la massima espressione dell’Amministrazione pubblica italiana, si accorge della necessità di virare verso una maggiore attenzione ai fattori ambientali, sociali e di governance, significa che il percorso verso la sostenibilità e la responsabilità non è più un percorso buio e oscuro, percorso da pochi temerari esploratori, ma è al contrario, l’unica via percorribile in futuro. È evidente che se la sensibilità degli operatori, sempre più dei consumatori e ora anche degli attori istituzionali ai massimi livelli si sta sviluppando verso la finanza sostenibile significa che quest’ultima non possa essere più ascritto a “trend” o “macro-trend”, bensì che possa essere considerata la via ordinaria di fare profitto.

Questo è il cambiamento in cui crediamo noi di We First – Finance & Sustainability. È quell’alba di un futuro diverso, più inclusivo e responsabile, che ci vedrà oggi, come domani, impegnati in prima fila per una società migliore.

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