wp_10137777/ Maggio 27, 2019/ Posts/ 0 comments

Le elezioni appena concluse per il rinnovo della legislatura del Parlamento Europeo ci offrono l’occasione per fare il punto sullo stato dell’arte della legislazione dell’U.E. in tema di finanza sostenibile. Esiste un quadro normativo armonizzato che disciplini e promuova la sostenibilità in campo finanziario? Esistono regole certe che permettano di definire quale sia uno strumento sostenibile, per distinguerlo da ciò che non lo è?

Sul versante europeo, ad oggi le iniziative regolamentari sul tema appaiono completamente arenate. C’è chi dice che lo stop dell’avanzamento dell’iter legislativo sia dovuto all’imminente rinnovo del Parlamento e della Commissione. Eppure, lo stallo dura da più di un anno.
Sul versante italiano, invece, il legislatore nazionale non ha ancora preso in carico la questione, acuendo così un divario, già insostenibile, nei confronti dei Paesi del Nord-Europa e di quelli vicini, come la Francia, che hanno posto regole certe ed evolute sulla sostenibilità finanziaria ormai da più di un decennio.

L’Action Plan della Commissione UE: la strategia europea sulla finanza sostenibile

L’unico documento ufficiale pubblicato dalle istituzioni europee è l’Action Plan on financing sustainable growth, adottato dalla Commissione nel marzo 2018. Si tratta di un documento programmatico, nel quale l’organo presieduto da Jean-Claude Juncker ha condensato le linee guida intorno alle quali dovrà svilupparsi la legislazione futura sul tema. L’Action Plan definisce una strategia globale per connettere ulteriormente la finanza con la sostenibilità, precisa gli obiettivi che l’Unione Europea si prefigge di raggiungere ed individua 10 Azioni per raggiungerli.

Gli obiettivi dell’Action Plan

La strategia elaborata dalla Commissione, frutto a sua volta delle raccomandazioni elaborate da un gruppo internazionale di 20 esperti dalla stessa incaricati, intende raggiungere 3 obiettivi principali di lungo periodo:

1. Indirizzare i capitali verso investimenti sostenibili, per ottenere una crescita sostenibile e inclusiva;
2. Gestire i rischi finanziari derivanti dai cambiamenti climatici, dal degrado ambientale e i problemi sociali;
3. Favorire la trasparenza e l’impiego a lungo termine nell’attività finanziaria ed economica.

Le 10 Azioni del Piano
Per raggiungere gli obiettivi prefissati, la Commissione ha suggerito 10 azioni da intraprendere, per dare vita ad un quadro normativo ed applicativo armonizzato sulla finanza sostenibile.

Azione 1: Istituire un sistema unificato a livello dell’UE di classificazione delle attività sostenibili
La prima Azione consiste nell’elaborazione di una classificazione armonizzata delle attività sostenibili, da proporre in Parlamento e Consiglio. L’obiettivo è inserire la futura tassonomia per il suo utilizzo in diversi settori, quali la normazione, i marchi, il fattore di sostegno ecologico per i requisiti prudenziali, gli indici di riferimento in materia di sostenibilità. La proposta giace a Bruxelles.

Azione 2: Creare norme e marchi per i prodotti finanziari sostenibili
La Seconda Azione intende formalizzare una regolamentazione europea per le obbligazioni verdi, sulla base delle migliori prassi vigenti, al fine di creare una vera e propria certificazione U.E. per tali strumenti.

Azione 3: Promuovere gli investimenti in progetti sostenibili
La Terza Azione impegna la Commissione ad adottare ulteriori misure volte a migliorare l’efficacia e l’impatto degli strumenti di sostegno agli investimenti nell’U.E. e nei Paesi partner. Le misure da intraprendere non sono specificate.

Azione 4: Integrare la sostenibilità nella consulenza finanziaria
Con la Quarta Azione la Commissione si era impegnata ad invitare l’ESMA ad inserire nei suoi Orientamenti specifiche disposizioni sulla valutazione dell’adeguatezza, in materia di preferenze sulla sostenibilità. Obiettivo raggiunto solo nel mese di maggio 2019, sebbene la scadenza fosse stata fissata al 31 dicembre 2018.

Azione 5: Elaborare indici di riferimento in materia di sostenibilità
Con la Quinta Azione è stato assunto l’impegno di elaborare indici di riferimento in materia di sostenibilità sulla base di una metodologia affidabile per calcolarne l’impatto carbonio. Impegno onorato.

Azione 6: Integrare meglio la sostenibilità nei rating e nella ricerca di mercato
Con la Sesta Azione la Commissione si è impegnata con tutte le parti interessate per esaminare l’opportunità di modificare il regolamento sulle agenzie di rating per imporre loro di integrare esplicitamente i fattori di sostenibilità nelle loro valutazioni. Siamo in attesa degli esiti della dello studio avviato.

Azione 7: Chiarire gli obblighi degli investitori istituzionali e dei gestori di attività
Con la Settima Azione la Commissione si è impegnata a presentare entro il secondo trimestre del 2018 una proposta legislativa volta a chiarire gli obblighi degli investitori istituzionali e dei gestori di attività circa le considerazioni relative alla sostenibilità. La proposta è del 24 maggio 2018, ma non risulta approvata.

Azione 8: Integrare la sostenibilità nei requisiti prudenziali
Con l’Ottava Azione, la Commissione si è incaricata di valutare la praticabilità di includere i rischi associati al clima e ad altri fattori ambientali nelle politiche di gestione dei rischi degli enti e di calibrare eventualmente i requisiti patrimoniali delle banche nell’ambito del regolamento e della direttiva sui requisiti patrimoniali. L’organo di Bruxelles si è impegnato ad invitare l’EIOPA a trasmettere un parere in merito all’incidenza, per le imprese di assicurazione, delle norme prudenziali sugli investimenti sostenibili. Di entrambe le iniziative si è persa traccia.

Azione 9: Rafforzare la comunicazione in materia di sostenibilità e la regolamentazione contabile
Con la Nona Azione la Commissione si è obbligata a verificare l’idoneità della legislazione dell’UE in materia di comunicazioni pubbliche societarie e a rivedere le linee guida sulle informazioni non finanziarie. Rimaniamo in attesa.

Azione 10: promuovere un governo societario sostenibile e attenuare la visione a breve termine nei mercati dei capitali
Con la Decima Azione la Commissione valuterà l’eventuale necessità di imporre ai consigli di amministrazione di elaborare e divulgare una strategia in materia di sostenibilità, compresa una due diligence lungo l’intera catena di approvvigionamento, nonché obiettivi di sostenibilità misurabili, oltre all’eventuale necessità di chiarire le norme che impongono agli amministratori di agire nell’interesse a lungo termine dell’impresa.

L’attuazione di quasi tutte le Azioni del Piano è stata prevista non a caso per seconda metà del 2019. C’era la certezza, infatti, fin dall’anno scorso che il rinnovo della Commissione avrebbe di certo alterato gli equilibri dei gruppi di lavoro e rallentato la tabella di marcia. Come più volte chiarito dall’Action Plan, il raggiungimento degli obiettivi della strategia potrà essere garantito solo dall’adozione congiunta di iniziative legislative e non legislative. Fra queste ultime rientrano i risultati dell’attività dei gruppi di lavoro istituiti dalla Commissione in esecuzione delle Azioni, di cui racconteremo nelle prossime settimane. Per quanto riguarda, invece, l’iniziativa degli organi legislativi, ancora non è stato approvato alcun provvedimento. È un percorso tutto in salita quello che si profila in questo quinquennio, durante il quale sarà decisiva la sensibilità e la lungimiranza delle maggioranze parlamentari, ancora in divenire.

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