wp_10137777/ Giugno 18, 2019/ Posts, Uncategorized/ 0 comments

Non è vero che l’Italia non sia all’avanguardia nella sostenibilità. Anzi, è vero il contrario. Per il secondo anno consecutivo, l’Istituto Nazionale di Statistica ha presentato il Rapporto nazionale dedicato agli SDGs (“Rapporto SDGs 2019 – informazioni statistiche per l’Agenda 2030 in Italia”).

Il lavoro dell’Istat si inserisce in un contesto internazionale di elaborazione e monitoraggio degli indicatori quantitativi sulla sostenibilità. Nel 2017, la Commissione Statistica delle Nazioni Unite ha adottato una lista di oltre 200 indicatori utili per il monitoraggio dei progressi ottenuti dai Paesi nel perseguimento dell’Agenda ONU 2030. I dati elaborati dalle Nazioni Unite necessitano del lavoro e dell’analisi dei sistemi statistici periferici. L’Istat, come tutti gli Istituti nazionali di statistica, è il referente italiano per la produzione di dati statistici a livello nazionale e subnazionale. Come tale, svolge un ruolo essenziale per la realizzazione del sistema di indicatori specifici per gli SDGs e per la creazione di una piattaforma di condivisione e diffusione dell’informazione statistica dedicata al monitoraggio della sostenibilità.

L’Istat, come tutti gli Istituti nazionali di statistica, è il referente italiano per la produzione di dati statistici a livello nazionale e subnazionale. Come tale, svolge un ruolo essenziale per la realizzazione del sistema di indicatori specifici per gli SDGs e per la creazione di una piattaforma di condivisione e diffusione dell’informazione statistica dedicata al monitoraggio della sostenibilità.

Il report dell’Istat contiene l’aggiornamento e l’ampliamento degli indicatori già diffusi (in cinque diverse occasioni, a cadenza semestrale, a partire da dicembre 2016), insieme ad un’analisi del loro andamento tendenziale e delle loro interconnessioni. Il documento dell’Istat fornisce inoltre un quadro informativo per il monitoraggio dei progressi del Paese verso il modello di sviluppo sostenibile stabilito dall’ONU.

Il Rapporto propone un ulteriore ampliamento del panorama degli indicatori: l’Istat arriva a fornire un set aggiornato di 123 indicatori UNIAEG-SDGs e, per questi, 303 misure statistiche nazionali (di cui 273 diverse), tutte disponibili sul sito istituzioanale. Non esiste, infatti, una corrispondenza univoca tra gli indicatori definiti in sede internazionale e le misure individuate per l’Italia. Per 96 misure c’è una perfetta coincidenza con gli indicatori internazionali, 117 misure rispecchiano parzialmente le esigenze informative dell’indicatore internazionale a cui sono collegate (questo accade per svariate ragioni principalmente perché non tutti i dati sono disponibili nella specificità richiesta). Le restanti 90 misure sono state inserite al fine di fornire ulteriori elementi utili alla comprensione e al monitoraggio del target calati nel “contesto nazionale”. Per 107 misure, già diffuse a dicembre 2018, sono stati effettuati aggiornamenti delle serie storiche o realizzati ampliamenti delle disaggregazioni. In applicazione del principio “leave no one behind”, in questa occasione è stata dedicata particolare attenzione all’ampliamento delle possibili disaggregazioni per genere, per cittadinanza, per presenza di limitazioni (disabilità), per livello territoriale.

Le conclusioni del Rapporto SDGs 2019 – L’analisi dell’andamento complessivo permette di rilevare che negli ultimi cinque anni sono stati compiuti sforzi verso il raggiungimento tendenziale degli obiettivi di sostenibilità maggiori che negli ultimi dieci anni.

Tuttavia, nel periodo 2012-2017 i progressi compiuti sono rimasti moderati. Negative, invece, appaiono le condizioni delle macro aree “salute”, “ambienti urbani” e “terra”. Invariata la condizione del Paese in tema di “disuguaglianze”.

Per la prima volta, il rapporto dell’Istat presenta una valutazione complessiva dei livelli di sviluppo sostenibile delle Regioni. La geografia dello sviluppo sostenibile non si differenzia molto dall’usuale ripartizione della qualità della vita nel territorio italiano. Il Nord presenta una condizione più favorevole rispetto al resto del Paese. Le aree del Paese dove la situazione rappresentata dagli indicatori SDGs è più favorevole sono il Trentino-Alto Adige, la Valle d’Aosta, la Lombardia, il Friuli-Venezia Giulia e l’Emilia-Romagna.

In particolare, il contrasto fra Nord e Sud si manifesta evidente per i temi legati all’industria, innovazione e infrastrutture (Goal 9), lavoro e crescita (Goal 8), disuguaglianze (Goal 10), giustizia ed istituzioni (Goal 16) ed acqua (Goal 6).

Per leggere il Rapporto integrale dell’Istat: clicca qui.

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